Vincere partendo dalla "testa"

Gli ostacoli maggiori al raggiungimento dei nostri obbiettivi sono i limiti che inconsciamente ci poniamo.

 


Benché la capacità della mente di influenzare le nostre prestazioni fisiche sia ormai universalmente riconosciuta, molto spesso la maggior parte degli atleti e degli allenatori anche di alto e altissimo livello continua a concentrarsi esclusivamente sull’aspetto puramente fisico e tattico dell’allenamento tralasciando completamente quello mentale.


Se non si crede di vincere, non è importante quanto impegno si metta, i risultati saranno scarsi, mentre se si ha fiducia nei propri mezzi e in quelli della propria squadra e nella capacità di ottenere un risultato positivo abbiamo già fatto buona parte del cammino per raggiungerlo.

Immaginate un rugbista di 2 metri per 130 kg che si trovi come unico ostacolo fra sé e la meta un bambino di 5 anni dell’Under 6, sicuramente sarà in grado di segnare la meta perché è più forte fisicamente ma soprattutto perché è convinto di superare l’ostacolo e l’idea di riuscire sarà l’unica nella sua mente.


L’esempio è volutamente provocatorio ma quante volte ci mettiamo dei limiti che non ci sono e magari di fronte ad una difficoltà, ancora prima di scendere in campo, sembriamo noi il bambino di 5 anni sovrastato da tutte le possibili difficoltà che ci auto-creiamo.

Cosa significa allenare la mente di uno sportivo?

Innanzitutto prepararlo a rispondere agli eventi nel miglior modo possibile. Ma soprattutto, lavorare sulla personalità dell’atleta per rinforzarla e per far emergere il suo potenziale inespresso. In primo luogo il nostro è un lavoro di sblocco. E poi di costruzione. Agiamo sulla capacità di concentrazione, sulla tenuta emotiva, sul controllo dello stress e su altre variabili.


Il mental coach punta a far dare il massimo allo sportivo. In ogni sport è fondamentale la preparazione mentale, e ogni sport, a suo modo presenta delle criticità che lo rendono unico e il lavoro del mental coach deve essere specifico e personalizzato. E’ vero anche che ci sono degli sport dove la preparazione mentale è percepita come più importante rispetto ad altri sport.

Uno sportivo cosa chiede al mental coach?

"In genere chiede di vincere. Ma capitano anche sportivi in crisi di rendimento che vogliono migliorare le loro performance. L’obiettivo è farli sbloccare dal punto di vista psicologico e capire cosa fare per alzare il rendimento in gara."


Se ad esempio sei un giocatore di golf il coach mentale ti permette di raggiungere:


- uno stato COSTANTE di rendimento, allenando un sistema di credenze positive 
- un’autonomia decisionale trovandosi nello stato migliore per decidere 
- una visualizzazione del colpo per anticipare il risultato 
- l'allineamento della parte inconscia (dialogo interno, emotività, focus) con quella razionale per esprimersi al meglio


Se invece sei un giocatore di tennis si può affermare con convinzione che la differenza tra le prime posizioni delle classifiche ATP o WTA e la posizione 25-30 sta nei 10 cm tra le orecchie. La differenza non è tanto tecnica o atletica, ma è soprattutto di preparazione mentale; e questo vale anche per quei giocatori che hanno come obbiettivo di diventare pro, oppure riuscire a raggiungere il massimo delle proprie capacità fisiche e tecniche, piuttosto che vincere il torneo sociale


Se invece pratichi uno sport di squadra (calcio, rugby, volley, basket ecc..) il lavoro che viene fatto individualmente deve prevedere anche una ulteriore variabile che riguarda  le dinamiche di squadra. Lavorare sulla testa fa la differenza, anche perché dal punto tattico e tecnico non c' è più molto da inventare.


Nel nostro Centro, potrai trovare una soluzione per raggiungere velocemente un miglioramento delle prestazioni e dei risultati del tuo sport; noi utilizziamo le  tecniche della Pnl (la programmazione neurolinguistica) applicate allo sport, e  lavoriamo  su tre aspetti: il focus, il linguaggio e la fisiologia.